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Il nome Milano deriva da 'Mediolanum', nome che sarebbe da attribuire all'antico nome celtico Midland, cioè "terra di mezzo" o, secondo altri, a un bassorilievo rappresentante una scrofa per metà ricoperta di lana, da cui "mezzalana" e quindi Mediolanum. Nel 222 a.C. le legioni di Roma conquistarono tutta la zona che assunse via via un importante ruolo strategico e commerciale, e vi cominciarono ad edificare. Nel 286 d. C., Mediolanum venne scelta come residenza dell'imperatore romano d'Occidente, Massimiano che fece erigere un grandioso anfiteatro nei pressi dell'attuale Foro vicino a piazza San Sepolcro e, soprattutto, una nuova cinta muraria che raddoppiava da 50 a 100 ettari l'area edificata e che arrivò così a comprendere l'attuale zona fra via Montenapoleone, piazza San Babila, corso Europa, il Verziere, piazza Missori, piazza Vetra, via Cappuccio, via San Giovanni sul Muro e via Monte di Pietà. Intanto Milano era diventata un importante centro del cristianesimo e nel 313 l'imperatore Costantino promulgò l'editto che permetteva libertà di culto ai cristiani e Milano continuò a crescere e a prosperare. In seguito in Italia si diffusero le invasioni barbariche e nel 452 entrarono a Milano gli unni di Attila, nel 489 gli ostrogoti di Teodorico, nel 538 i goti e burgundi e infine nel 569 i longobardi dai quali deriva il nome della regione lombardia. Solo con Carlo Magno che predilesse Milano a Pavia la città riacquistò importanza anche perchè la scelse come sede di una zecca. Solo Federico Barbarossa riuscì a fermare l'espansione di Milano, che nell'ultimo assedio fu distrutta. Ma nel 1176 i milanesi riuscirono a sconfiggere il Barbarossa sotto la bandiera della Lega Lombarda nella battaglia di Legnano e con la pace di Costanza nel 1176 si sanciva il riconoscimento del consolato milanese e il diritto dei milanesi di eleggere i consoli senza l'intromissione dell'arcivescovo. Dopo la pace di Costanza il nuovo ceto borghese mirava ad aumentare la propria potenza e nel 1216 si registra l'istituzione di un regolare governo podestarile, che assicura a tutti i cittadini l'uguaglianza giuridica. In quest'epoca sono fiorenti le industrie laniere e dei metalli, e il commercio viene incrementato grazie alla costruzione dei Navigli, inoltre fu dato inizio all'erezione del Castello e del Duomo. Con gli interessi commerciali iniziano le lotte per il governo della città, e così il governo passa dalle mani dei Torriani, ai Visconti e agli Sforza la cui dinastia regnerà fino al 1535, coincidendo con il Rinascimento italiano, e che culminò nel regno di Lodovico il Moro. Dopo gli Sforza, Milano, che fino ad allora aveva vissuto anni di grandissimo fervore intellettuale ed artistico che avevano dato luogo a opere fastose (il Castello venne trasformato in una sfarzosa residenza, la costruzione dell'imponente cattedrale continuò, e vennero edificati la preziosa chiesa di Santa Maria delle Grazie e il grandioso ospedale Maggiore, o Ca' Granda), attraversò secoli bui con la dominazione spagnola. Per la ripresa economica e sociale si dovrà aspettare il 1740 con la salita al trono dell'Imperatrice Maria Teresa d'Austria che varò importanti riforme dando avvio a un importante periodo di sviluppo culturale, economico e architettonico che fecero rifiorire commercio e industria e soprattutto diede il via alla stesura del catasto, che entrò in vigore nel 1760. Nel 1796 Napoleone entrò a Milano e nel 1797 la città venne scelta come capitale della Repubblica Cisalpina. Milano continuò a ingrandirsi, a prosperare e a fare cultura con la Scala, le infrastrutture, i palazzi e le opere pubbliche. Dopo la caduta di Napoleone arrivò Radetzky, ma ormai i milanesi erano politicizzati e molti di essi aderirono ai moti rivoluzionari del 1821. Solo però il 18 marzo 1848, con le 'Cinque Giornate di Milano' il popolo riuscì a cacciare gli austriaci. Milano così venne annessa al Piemonte e poi, nel 1861, al Regno d'Italia.
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